Matteo Renzi, Pippo Civati, le 100 proposte, Brunetta, Giorgio Gori e Uan di Bim Bum Bam – Storia incompleta dei rottamatori #2

Ho dovuto interrompere la scrittura del precedente post perché stava diventando troppo lungo. Avevo promesso che l’avrei continuato, quindi ecco la seconda parte.

Riassumo gli avvenimenti ricostruiti nel post precedente:

– nell’agosto del 2010 Matteo Renzi rilascia la famosa intervista in cui dice che “dobbiamo liberarci di un’intera generazione di dirigenti del mio partito. Non faccio distinzioni tra D’Alema, Veltroni, Bersani… Basta. E’ il momento della rottamazione. Senza incentivi”, nascono i cosiddetti rottamatori;

– nel settembre del 2010 Matteo Renzi e Pippo Civati annunciano la preparazione di un evento in cui discutere di nuove idee per il PD e per il Paese;

– tale evento si chiama Prossima Fermata: Italia, si tiene il 5,6 e 7 novembre 2010 alla Stazione Leopolda di Firenze ed è un grande successo;

– all’inizio di dicembre 2010 Matteo Renzi vede Berlusconi ad Arcore e l’avvenuto incontro viene rivelato da Repubblica e Libero prima dello stesso Renzi, cominciano i primi disaccordi con Pippo Civati;

– forse Renzi nei due mesi successivi alla convention della Stazione Leopolda non si impegna troppo nel movimento Prossima Fermata: Italia sorto da essa, nei primi di gennaio 2011 fa delle dichiarazioni in cui avverte o auspica di non fare dei rottamatori una corrente del PD, negli stessi giorni dice di essere dalla parte di Marchionne e diserta sia la predirezione PD organizzata da Civati del 12 gennaio 2011, sia l’evento di Bologna del 16, che pure aveva progettato lui stesso, Civati non nasconde il suo forte disappunto per tutto ciò;

– nel giugno 2011 Renzi dichiara di non sostenere completamente il referendum sull’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento, opta per un no sull’acqua, ancora disaccordo con Civati;

– nell’agosto 2011 Civati rilascia delle interviste e si scrivono degli articoli sul logoramento del rapporto tra Renzi e Civati. Civati sostiene di aver condiviso “poche delle cose che Renzi ha detto in quest’ultimo anno”;

– il 28, 29 e 30 ottobre 2011 si tiene l’evento Big Bang alla Stazione Leopolda di Firenze e si rendono pubbliche le 100 proposte. Civati va a trovare a sorpresa Renzi durante la convention.

Tutte le fonti si trovano nell’articolo precedente.

 

 

Tra il terzultimo e il penultimo punto manca in realtà un altro fatto che forse vale la pena ricordare.
Infatti tra le cose che Civati contesta a Matteo Renzi in questo articolo del Corriere dell’agosto 2011 c’è anche “la sua uscita sui cosiddetti Fantozzi della pubblica amministrazione”.

Civati si riferisce a quello che Renzi dice in questa intervista di SportWeek del 16 luglio 2011:

“[…]

I suoi modelli di riferimento quali sono?
«Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google. Ho visitato la sede di Mountain View e sono rimasto folgorato: niente badge, campi da ping pong, la parete per l`arrampicata. Mi piacerebbe che al Comune di Firenze si lavorasse così. Invece mi ritrovo coi dipendenti che timbrano alle 14 e già un quarto d’ora prima sono in coda col cappotto, pronti per uscire».

Alla Fantozzi.
«Chiamarli Fantozzi sarebbe far loro un complimento».

E non si possono licenziare.
«Eh no, ci sono le tutele. […]”

L’intervista viene poi richiamata in questo articolo del Corriere, qui su Repubblica e qui su Libero.

Al che FP CGIL risponde: “Fare battute di cattivo gusto sui dipendenti pubblici sembra essere diventato uno sport nazionale nel quale spesso si cimentano gli uomini politici. L’ultima offesa gratuita ai lavoratori della pubblica amministrazione è arrivata da Matteo Renzi. Non commentiamo la battuta in quanto tale, perchè con le battute non si affrontano i problemi e crediamo che il Sindaco possa fare di meglio, esprimere le sue pur legittime critiche in modo più elegante, magari non denigratorio. Le cacce alle streghe, le crociate del ministro Brunetta e dei suoi emuli, servono solo a umiliare una categoria in modo infantile, a solleticare i peggiori istinti, ma non certo ad affrontare i problemi. Per questo ci vuole serietà. Renzi oggi guadagna qualche titolo sulla pelle dei suoi dipendenti” e questo è “un fatto che non gli fa onore”. Ma “se il Sindaco volesse discutere di modernizzazione della pubblica amministrazione, da parte nostra troverà un’interlocuzione attenta e rispettosa delle sue prerogative. Siamo disposti a farlo anche sull’organizzazione del personale e sulla razionalizzazione della spesa, su quel taglio ai costi della politica che sta a cuore tanto a noi quanto a Renzi. Ci piacerebbe ad esempio discutere delle decine di persone che ha portato con se all’arrivo a Palazzo Vecchio, del suo staff come di quelli dei suoi assessori, della ragione per cui, in un Comune con 5000 dipendenti, ci sia stato bisogno di assumerne di nuovi”. Fonte: questo articolo sul Corriere.

Raffaele Bonanni non va morbido (fonte: qui su L’Unità): “Ho sempre ammirato Renzi per la sua simpatia e la sua giovinezza, ma non si metta a fare il populista. Mi piacerebbe sapere cosa ha innovato in questi anni”.

Il consigliere comunale di Firenze Tommaso Grassi dice giustamente (fonte: la stessa di quella di Bonanni), e batto il pugno sul petto come farebbe Ali G: “Non è che il sindaco fa come il Mega Direttore Galattico che mortifica i dipendenti senza mai farsi vedere?”

Il Corriere raccoglie qualche opinione dei dipendenti comunali: “C’è chi la butta sul ridere: «Renzi è un sindaco fiorentino, dunque è ovvio che faccia le battute – sorride un dipendente comunale – Certo è, però, che con le battute potrebbe anche migliorare». C’è chi, uscendo per la pausa pranzo, racconta di essere «molto amareggiato» per le frasi del sindaco, e chi, al contrario, sostiene di non sentirsi toccato. «Non posso parlare», dice una donna di mezza età, sfuggendo ai giornalisti. Poi ci ripensa: «Ci sono rimasta male, malissimo: quelle cose il Renzi non le doveva dire, la maggior parte di noi è gente che lavora, e sodo anche». Due sue colleghe, invece, spiegano imperturbabili di non essersi sentite offese dal j’accuse: «Siamo tranquille, non ce l’ha certo con noi, che a volte lavoriamo pure dodici ore filate al giorno: è con altri che se la prende…». Proprio per lo stesso motivo, però, altri dipendenti comunali invece si arrabbiano: «Non mi faccia parlare – scuote il capo un’altra impiegata – basterebbe che il dottor Renzi si prendesse la briga di guardare a che ora vengono strisciati i cartellini in uscita, per capire quanto poco siamo Fantozzi da queste parti… »”.

Anche questi commenti su Repubblica alla notizia non sono perlopiù molto favorevoli.

 

 

Ma tutto poteva passare, ma non la benedizione di Brunetta in persona!

Ebbene qualche giorno dopo infatti Brunetta loda le dichiarazioni di Renzi, pur ammettendo di non essere ricambiato (fonte: qui su Repubblica): “Bravo Renzi! Non gliene voglio certo se vuole fare il Brunetta fiorentino senza però ammetterlo” – ha commentato Brunetta. “Usa le mie leggi e adopera i miei stessi argomenti, venendo così insultato nella stessa identica maniera – dice il Ministro – poco importa che nasconda il suo imbarazzo dietro a frasi banali, sostenendo che faccio solo slogan e non risolvo problemi”. Altri articoli sui complimenti di Brunetta: qui sul Corriere, qui su L’Unità (link già segnalato in precedenza) e qui su La Nazione.

Alzato il polverone, Renzi si trova costretto a riprendere in mano la questione e scrive ai dipendenti del Comune di Firenze: “[…] chi si mette in coda un quarto d’ora prima per scappare getta un’ombra su tutti i dipendenti pubblici. Fa passare in secondo piano la dedizione quotidiana di chi crede in quello che fa. E realizza un gigantesco spot per chi parla di fannullonismo un giorno sì e l’altro pure. Molti hanno detto che le mie frasi provocano il discredito verso chi fa bene il proprio lavoro. Accetto la critica, come è doveroso che sia. Ma penso che anziché reagire alle mie frasi i dipendenti pubblici onesti, capaci e meritevoli dovrebbero indignarsi per chi, non comportandosi bene, fa passar male tutti gli altri […]”. Altri articoli sulla lettera di Renzi: qui su La Nazione e qui su Il Giornale.

Aprendo un piccola parentesi, effettivamente non è il massimo andare così tanto d’accordo con Brunetta, cui è stato dato del cretino da un altro Ministro dello stesso Governo, Tremonti, durante una conferenza stampa pochi giorni prima, che si espone con ritmi da macchietta con fillippiche e proclami esagerati e ridicoli come questo (fonte: qui sul Corriere): “Bisogna mandare i poliziotti per le strade. Ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto “panzone” che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano”, oppure questo intervento del 2009 alla Scuola di Formazione PDL di Gubbio; che ha dato della “Peggiore Italia” a un gruppo di precari circa un mese prima in un video che ha fatto il giro dei TG; e che infine riesce sempre a mantenere ottusamente i nervi saldi, come in questo video non molto conosciuto, ad un evento tenutosi a Viterbo (questo dovrebbe essere un fatto successivo però alle dichiarazioni di Renzi):

A tutto ciò aggiungiamo il piccolo dettaglio che Brunetta è un uomo del PDL, ovviamente, e una storia personale di quelle che non sembra essere proprio il massimo del “confrontarsi con il mercato”.

 

 

Chiudendo con gli avvenimenti precedenti, parliamo finalmente della convention Big Bang del 28, 29 e 30 ottobre 2011 alla Stazione Leopolda.

E’ possibile farsi un’idea abbastanza precisa di quello che è successo quei tre giorni visitando il canale YouTube Leopolda2011 in cui ci sono i video di molti interventi della kermesse. Nel momento in cui sto scrivendo sono 75, quindi non è proprio agevole vederseli tutti. Per avere uno sguardo d’insieme, può essere d’aiuto la testata giornalistica online Termometro Politico, che ha fatto livereport facilmente leggibili di tutti e tre i giorni: qui quello del 28, qui quello del 29 e qui quello del 30.

Faccio una rassegna di alcuni articoli di giornali italiani sull’evento: qui e qui su Repubblica, qui e qui sul Corriere, qui su Il Fatto Quotidiano, qui su Libero, qui su Il Giornale.

Come ha precisato (fonte: qui, uno dei link precedenti di Termometro Politico) lo stesso Renzi all’inizio della convention “da questi interventi verranno tratte 100 idee per gli Italiani. E’ più importante candidare idee che persone”.

Tra i partecipanti ci sono stati Davide Faraone, Matteo Richetti, Arturo Parisi, Guido Ghisolfi, Giorgio Gori, Antonio Campo Dall’Orto, Edoardo Nesi, Alessandro Baricco, Riccardo Bonacina, Pif, Fausto Brizzi, Luigi Zingales e altri, oltre allo stesso Matteo Renzi, ovviamente.

 

 

Alla fine è stata effettivamente pubblicata la lista delle 100 proposte, divisa in cinque macroaree. Riprendendo l’aspetto e lo schema della pagina Big Bang, con i link che puntano direttamente alla fonte, ci sono:

RIFORMARE LA POLITICA E LE ISTITUZIONI

FAR QUADRARE I CONTI PER RILANCIARE LA CRESCITA

GREEN, DIGITAL, CULTURA E TERRITORIO:
LE NUOVE LEVE PER LO SVILUPPO

DARE UN FUTURO A TUTTI

PER UNA COMUNITA’ SOLIDA E SOLIDALE

 

 

In realtà all’inizio circolava un pdf con tutte le proposte scritte semplicemente una sotto l’altra, che ancora adesso si può trovare all’indirizzo http://leopolda2011.it/100proposte.pdf.

Solo che nelle prime ore successive alla pubblicazione non si è fatto attenzione a cambiare il nome dell’autore assegnato più o meno automaticamente dall’editor di testi e figurava, accedendo per esempio alle proprietà del documento da Acrobat Reader, Giorgio Gori. Giorgio Gori, che in realtà ha partecipato e non da comparsa all’evento, ha poi confermato, intervenendo con un commento su questo articolo di Termometro Politico, che effettivamente il documento è stato scritto con il “suo Mac”.

Scaricando il documento adesso invece compare come autore “Franco Bellacci”, niente di significativo.

Nel frattempo, come c’era da aspettarsi, molte persone hanno commentato ironicamente questa scoperta, visto che Gori è stato direttore di Canale5 e di Italia1. A mio avviso non è impossibile che sia stato proprio lo stesso Giorgio Gori a scrivere di suo pugno le proposte, ispirandosi agli interventi tenuti durante i tre giorni. Alcuni punti, sempre mia opinione, hanno l’aria di non essere scritti da persona esperta sul relativo argomento, ma scaltra, attenta e magari di ampia cultura generale. E Giorgio Gori potrebbe corrispondere al profilo. Un ottimo articolo sulla carriera e la formazione di Giorgio Gori l’ha scritto Luca Telese su Il Fatto Quotidiano a questo indirizzo.

Faccio una piccola rassegna di articoli e post con commenti in cui si parla di questo fatto: qui su La Stampa, qui su Polis Blog.it, qui su IndyMedia Italia, qui su Giornalettismo e qui su Linkiesta.

 

 

Delle 100 proposte in realtà non penso molto bene. La presenza di Riccardo Luna faceva ben sperare, ma i punti riguardanti l’Innovazione sono molto sotto le attese e ci sono invece alcuni punti, diciamo così, sovrabbondanti. Si tratta a dirla tutta in quest’ultimo caso di punti da programma di destra. Per entrare nel merito, questi punti per esempio sono pietosi:

– 27 (arancione). Liberalizzare i servizi pubblici locali. I servizi pubblici locali sono un monopolio d’inefficienza; bisogna liberalizzare i servizi, accorparli in poche società, abbassare i costi di gestione, ottimizzare l’uso del personale, rendere le gestioni trasparenti, allontanare la politica dalle decisioni aziendali.

– 29 (arancione). Liberalizzare le assicurazioni su infortuni e malattie. Le attività svolte dall’Inail, il monopolio pubblico che si occupa dell’assicurazione per le malattie e per gli infortuni dei lavoratori svolge una funzione tipica di qualunque società di assicurazione privata. Bisogna allora aprire all’accesso dell’attività di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro da parte di imprese private di assicurazione o di riassicurazione [questa proposta forse è proprio un po’ confusa, NdA].

– 40 (arancione). Completa riorganizzazione della medicina sul territorio: radicale cambiamento del ruolo della medicina di base. Abolizione dell’attuale ruolo del medico di medicina generale. Creazione di ambulatori polispecialistici sul territorio. Consorzio dei medici di Medicina generale [questa è altrettanto confusa e oserei dire imbecille: l’Italia è il Paese con una popolazione rilevante con approssimativamente la più alta speranza di vita al mondo e lo è ovviamente anche grazie alla penetrazione capillare e alla peculiare struttura del SSN; non è proprio il caso di toccare in profondità un sistema che raggiunge il massimo dei risultati con una spesa rispetto al PIL inferiore alla media OCSE, NdA].

 

 

Sono abbastanza d’accordo con quanto dice Vendola qui: “Renzi è il vecchio”, ha detto intervenendo a Radio 24. “Lo considero una persona molto interessante, molto simpatica, con una cultura politica essenzialmente di destra, incapace di porre il tema della fuoriuscita dal disastro che il liberismo, in un trentennio, ha compiuto nel mondo intero e quindi mi sento molto antagonista delle ragioni di Renzi”. Anche se forse cercherei di spingerlo più verso l’ovile, piuttosto che mandarlo nella tana del lupo definitivamente.

 

 

In ogni caso il post è diventanto nuovamente troppo lungo e sono costretto ad affrontare perbene le 100 proposte in un altro articolo ancora.

 

 

Ma non chiudo prima di mettere un video (abbastanza diffuso per la verità) di un giovanissimo Matteo Renzi alla Ruota della Fortuna:



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